“CHI MESTIER IN ZOLDO” BUONA LA PRIMA!
La sera di mercoledì 24 luglio 2024 alla sala “Almerindo Rizzardini” di Fusine, Il Gruppo Folk di espressione popolare Val di Zoldo ha presentato il suo nuovo soggetto “CHI MESTIER IN ZOLDO” ispirato ai lavori praticati un tempo tra il Pelmo e il Civetta, ma in realtà in tutte le valli dolomitiche.
Sala gremita. Pubblico straordinario entrato subito in empatia con gli interpreti.
Atmosfera davvero unica di partecipazione, intesa, meraviglia, sorpresa.
Risate alternate al silenzio, alla curiosità di sapere cosa accade nello sketch successivo, agli applausi a scena aperta.
Ma come chiamare i componenti di questa compagnia folcloristica nata in Zoldo per Zoldo appena un anno fa?
Lo abbiamo chiesto a Vincenzina (Cencia), la coordinatrice del Gruppo folk:
< Cantastorie, contastorie, danzaautori, danzattori… ognuno può definirci a seconda di come percepisce questo particolare tipo di intrattenimento che nasce dalla ricerca e la raccolta di fatti accaduti, di aneddoti, di personaggi vissuti davvero e nell’immaginazione popolare. Il tutto cucito con creatività nel fantastico mondo del raccontare, del “contar danzando”, del “recitar cantando” per far conoscere le tradizioni a modo nostro, divertendo. Nessuno di noi è cantante, esperto ballerino, scrittore o attore, ma in un’anno di lavoro sono emerse caratteristiche, personalità, attitudini di ognuno che messe insieme con estro danno vita ai soggetti che andiamo ad interpretare in lingua zoldana.>
In sintesi i componenti del Gruppo folk sono autori e interpreti delle loro produzioni.
Perfino gli elementi scenici sono opera dell’inventiva di uno di loro come l’incudine sonora che emette i suoni magici del vibrafono della melodia del canto zoldano i “Ciodarot” o la taia dei boscador da portare in scena, del tutto simile a quella vera ma leggera e maneggevole.



La colonna sonora dello spettacolo eseguita dalla fisarmonica è nata attingendo dal repertorio di canti popolari giocosi, di lavoro e d’amore e da quello dei ballabili antichi delle Dolomiti.
In “Chi mestier in Zoldo” le lavandere al brent (lavandaie al lavatoio), tra una fase e l’altra danzata del loro lavoro come il lavare la biancheria, lo strizzare, stirare e piegare le lenzuola, descrivono e presentano i mestieri che si svolgevano nell’arco del giorno e delle stagioni dalla comunità: i pastre de le caure, i ciodarot, i boscador, chi che fa fen. In ogni scena un personaggio caratterizza il racconto come, alla fine, il mitico “Comparetol”…
Questa rappresentazione è stata replicata in altre date e in altri luoghi come ad esempio all’aperto a “Baita Ru” di Pecol di Zoldo in occasione del Festival dei sapori e dei mestieri e nel giardino dell’albergo Edelweiss.
La prossima per coloro che non l’hanno ancora vista sara’ il 15 novembre, alle ore 21 nella sala polifunzionale di Fusine.
Alla fine di ogni rappresentazione non potrà mancare il canto “W LA VAL DI ZOLDO” scritto apposta per amore della valle di cui diverrà l’inno ufficiale.
L’approvazione, le risate, gli applausi e la sentita partecipazione del pubblico sono stati il più bel regalo di primo compleanno che il Gruppo Folk Val di Zoldo potesse ricevere.
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